Cime e pensieri

Il cambio d’anno non mi ha mai portata a fare risoluzioni e pensieri positivi per l’anno nuovo; ogni stagione per me è un rinnovamento, e l’inverno è naturale momento di introspezione. Questo inverno tristemente privo di neve ci sta portando più riflessioni del solito, molti interrogativi e poche risposte.

Siccome i programmi sono divertenti soprattutto quando finiscono gambe all’aria, niente inizio d’anno al mare, come nostra personale tradizione; cosa fare? Abbiamo appunto riflettuto, e deciso di non farci prendere dal malcontento e dalla generale, odiosissima avversione per le feste, tentando di goderci il più possibile il momento. In fin dei conti, non diciamo sempre che l’importante è essere insieme, avere Noi, indipendentemente da dove siamo? E allora sia.

Comunque mi sono ritrovata a scalpitare, come mio solito.

Ieri non ho più ragionato, ho tirato fuori i miei libri di riferimento prediletti per le gite, e ho individuato una meta. Ho sentito chiaramente che sarei arrivata in quel punto, e basta; a volte ci sono giornate così, e l’unica è partire testa prima e andare. Anno nuovo, meta nuova: un posto dove non eravamo mai stati, e che sia di buon auspicio per tanti posti nuovi da scoprire quest’anno. Abbiamo seguito ottime indicazioni per arrivare all’obiettivo, una modesta cima a dir poco panoramica.

Il Monte Croce dell’Ubacco, sopra Moiola (Valle Stura di Demonte), è una vetta che raggiunge i 1243 m; non un’altitudine pazzesca, appunto, ma offre una visuale a 360° capace di togliere il fiato. Per raggiungerla si fa una passeggiata tranquilla, fino agli ultimi scalini di roccia che portano alla cima; si arriva su rilassati e rigenerati dalla camminata, con gli occhi pronti a riempirsi di grandezza ed il cuore libero di gonfiarsi a dismisura.

Libertà: questo trasmette un posto così. Il suo essere semplice da raggiungere lo rende poco interessante per gli escursionisti “seri”, dato che a quanto apprendiamo confrontandoci di tanto in tanto con alcune persone la validità di una gita ormai tende ad essere misurata in chilometri percorsi e metri di dislivello affrontati. Per nostra fortuna non apparteniamo al novero di coloro che vanno “seriamente” in montagna, e questo ci permette, oggi, di vivere momenti di una bellezza tanto pura che commuove.

E allora anche se questo 1 gennaio è stato il risultato di un programma saltato ci rendiamo conto una volta di più di quanto siamo fortunati. Fortunati ad averci l’un l’altra, fortunati ad avere questi luoghi speciali così vicini a casa, fortunati a vivere quasi la vita che vorremmo.

Per indicazioni utili sull’itinerario fare riferimento al libro “Andar per Borgate in Valle Stura” di Paolo Laguzzi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: